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Benvenuti nel mio (ma vostro!) diario segreto...La libertà non esiste. La libertà 6 tu. Ora o mai.
May 28 Ho visto cose che noi umani dovremmo almeno immaginareCome al solito è notte fonda. Molto fonda.
Oramai sono 24 ore che su Roma non smette + di piovere. Anzi, di diluviare proprio. Doveva aver cominciato suppergiù così ai tempi di Noè, credo.
Ho pensato, xciò, che magari poteva essere il momento giusto x venire di nuovo a rifugiarmi in questo mio angolino di piccole memorie. Aspettavo da tempo la giusta ispirazione x lasciare una traccia scritta della mia ultima minuscola quanto fondamentale esperienza di vita. E sento che qst notte, con la sua pioggia infinita, è quella buona x farlo.
Un altro viaggio. Si. Dopo quasi 2 anni. Uno di quelli veri, come piacciono a me. I weekend fuoriporta sono meravigliosi, ma sono un'altra cosa.
Non ho ancora visto tutto il mondo. Ma da un buon pezzo ci sono cmq passato. Lungi da me il volermene vantare naturalmente. Chiunque dubiti di qst può già smettere di leggere.
Semmai, se riuscissi a spronare qlcn a fargli staccare quel grosso culo sempre + pesante dalla sedia a cui è appiccicato da tempo x via di mille scuse, magari anche solo con la fantasia, sarebbe probabilmente il + grande risultato di qst mie parole.
Il viaggio.
Anche stavolta nessun merito mio. Stavolta Dio, o chi ne fa le veci, è passato attraverso 2 persone che mai come ora non aveva assolutamente scelto a caso.
Mio fratello. Ed un suo amico. Entrambi + grandi di me. Ed entrambi diversissimi da me x miriadi di aspetti pratico-morali.
Stavolta + che un'avventura mi era caduta dal cielo una vera e propria scommessa. Di quelle grosse e rischiose.
Ma ho dovuto accettare, non sarebbe ripassata. Proprio come la maggiorparte delle occasioni della vita.
Anche stavolta una piccola auto, una decina di giorni liberi, qualche intenzione, pochissimi soldi, ed il mio inseparabile bat-telefonino con navigatore, poi via. Partiti.
Come base Roma. Da lì ore ed ore alla guida, consecutive, anche 7-8. Una goduria x me, ma ci si alternava x sicurezza. Infatti.. minkia qnt ho dormito...
Le tappe, spontanee e pensate comunemente di volta in volta: Austria, Ungheria, Romania, Bulgaria e Grecia. Poi ritorno da lì in Puglia con il traghetto. Insomma, alla fine i km son stati + di 5000. Esattamente cm la mia ultima volta all'estero, ma proprio dalla parte opposta.
Molte le città in cui ci siamo trovati, la maggiorparte di cui non ricordo nemmeno + i nomi, anche xchè talvolta incomprensibili a noi occidentali, o cmq del tutto sconosciuti. Le + grandi o famose di sicuro sono state, nell'ordine, Vienna, Budapest, Bucarest, Sofia, Thessaloniki, e x finire Corfù.
Niente turismo xò, niente musei, niente palazzi... solo qualche posto dove cibarsi, rarissime foto, parecchia strada, ma tante, tantissime SENSAZIONI.
Respirare quell'aria, girare ogni angolo senza sapere cosa ci fosse dietro, quello sembrava essere l'unico vero obiettivo del nostro essere così lontani da casa.
Non era stato deciso, ma così era, e ci bastava.
Altro che Europa dell'Est, altro che Unione Europea. Quelle sono cose buone x i libri di storia delle medie. La realtà è che noi non sappiamo un cazzo. E ci fa anche un bel po' comodo.
Levate + o meno le grandi città che vi ho nominato + su. In quelle bisogna cmq arrivarci. Fanculo l'aereo, è come prendere il teletrasporto, vedete solo quello che vogliono far vedere ai turisti. Ogni nazione è composta da migliaia di paesini, così come in Italia, e soprattutto da migliaia di strade che li attraversano. E poi, da milioni di persone che magari in quelle gigantesche città non ci sono mai nemmeno state.
Ho visto tanto. In certi momenti pensavo di aver anche visto abbastanza.
Poi xò c'ho fatto l'abitudine.
Non saprei dire in un ordine razionale e logicamente corretto, ma di cose sotto gli occhi ne ho avute tante che avrei dovuto appuntarmele da qlc parte x poterle anche soltanto vagamente raccontare adesso. Dico anche solo tecnicamente, non l'intera sensazione, d'altronde impossibile.
Tento cmq.
Le strade. In cemento. Buche, buche, buche. Giuro che non mi lamenterò mai + delle nostre strade asfaltate di merda. Se invece di sistemare la Salerno-Reggio Calabria la portassimo pari pari da quelle parti faremmo un piacere + a loro che a noi. Incredibile.
Quasi nessuna autostrada. Grandi cittadine collegate fra loro da percorsi sui quali si incrociavano senza sosta bambini, vacche, galline, cavalli, carretti, e ogni tanto qualche altra auto. Il tutto mischiato assieme come fossero insalatone estive. Tantissime le persone che andavano a piedi, anche sotto la pioggia e quasi sempre senza nemmeno un banalissimo (x noi) ombrello, da un villaggio all'altro. Solo che qui stiamo parlando tranquillamente anche di 30-40 km continui di tragitto.
Non dimenticherò mai d'aver visto fare qst ad una nonnina anzianissima. Sembrava che il tempo le facesse un baffo, tanto lento era il suo incedere. Vincere la battaglia d'arrivare alla sua destinazione pareva come fosse x lei cosa quotidiana. Altrochè noi che corriamo ogni secondo come tanti stronzi impazziti. Perdippiù in macchina. E cmq mai senza almeno un ombrello che ci ripari qnd piove. Assurdo.
Il comunismo + estremo ha fatto sì che, alla sua scomparsa, d'un tratto la civiltà occidentale incombesse tutta insieme con i suoi pregi e difetti in paesi che ora sembrano cercare di fare a meno del loro recentissimo passato senza riuscire a sapere xò minimamente come.
Inquinamento e industrializzazione selvaggia si sono abbattuti mlt + di come un banale documentario ci possa mostrare. In confronto il traffico e tutto lo schifo che si può trovare nei meandri urbani di Napoli e Roma è un tranquillo parchetto x anziani.
Mi sa che dire che posti cm Romania e Bulgaria siano caduti inconsapevolmente dalla padella alla brace non renda del tutto l'idea, ma + o meno il concetto è quello. Essersi ritrovati in mezzo ai festeggiamenti x la Pasqua ortodossa è stato come fare un salto nel tempo verso l'Italia degli anni '50. Gente con addosso i vestiti eleganti x loro ma "d'epoca" x noi, che x andare a messa attraversava il fango xchè quello era l'unico modo d'arrivarci.
In qst contesto fare 50 km significava subire sbalzi cronologici immediati, inimmaginabili x noi nemmeno passando di botto da Milano a Catania. Si usciva da uno scintillante McDonald's e dopo un po' ci si ritrovava fra case + simili a baracche. A tratti, un incubo ad occhi aperti.
Ma ora basta. Ora sono stanco.
Nel frattempo che scrivevo qui la pioggia è terminata ed è piombato invece il vero caldo estivo. Qst xchè da qnd ho cominciato a scrivere qst cose sono ormai passati alcuni giorni.
Quello che ho visto non è solo questo. Il bicchiere è cmq sempre mezzo pieno.
In realtà ho consolidato nella mia mente l'idea che in qst viaggio io non ho visto solo cose strane, da raccontare come fosse stato quasi un viaggio di merda in dei Paesi di merda. Tutt'altro.
X lo + ho vissuto anzi situzioni che mi hanno fatto mlt riflettere su cm era una vlt l'umanità. Nel bene e nel male.
Vedere cosa stia portando la nostra cosiddetta "globalizzazione" in giro x il mondo mi lascia ora, a mente fredda, un angosciante dubbio su quale sarà la fine delle nostre origini. Inquinamento, stress e famiglie sempre + ristrette, quando non frammentate, non credo siano davvero la soluzione finale a tutti i mali della terra, tra cui fame e povertà. Anzi.
E' x qst xciò che il mio racconto finisce qui così. Almeno x stavolta.
La verità è che purtroppo attraversare 6 diverse nazioni non mi ha dato nessuna lontana certezza su ciò che le molteplici differenze tra popoli, razze, religioni e abitudini culturali contino davvero oggi alla luce degli enormi, inarrestabili e repentini cambiamenti del mondo.
Ho scoperto xò una cosa fondamentale.
Esplorare il + possibile il nostro pianeta ci rende partecipi + che mai di quello che pare inesorabilmente un unico destino. Un destino che non dovrà e non potrà mai essere frantumato e valutato sulla scia di interessi meramente economici.
I nostri figli non hanno bisogno di una fottuta guerra x poi capire x l'ennesima volta che il futuro dell'umanità non è basato su stupidi confini geopolitici o banali tonalità di colore della pelle, bensì su un compatto e solidale cammino comune. Ma che proprio x qst non potrà MAI assolutamente coincidere con una decisione univoca, la quale consideri la gente solo come ingranaggi di gigantesche produzioni delle multinazionali, xchè fondamentale invece sarà in futuro il tener conto innanzitutto delle enormi differenze che la distinguono anche a così pochi km di distanza.
Dire chi sta meglio e chi sta peggio nella situzione attuale non mi è infatti + così facile come una volta, quando apparentemente x farlo mi bastava affidarmi a semplicistiche conoscenze teoriche.
Il mio, insomma, non è stato un viaggio turistico. Ve l'ho detto sin dall'inizio. E le poche foto che trovate qui nel relativo album lo dimostrano. Ma in cambio stavolta vi lascio in eredità le mie tante, forse troppe, parole con cui ho provato a trasmettere a chi mi abbia letto (e retto) fino ad adesso le miriadi di sensazioni che ho trovato su qst strade, ma che mlt probabilmente mi terranno compagnia x tutto il resto della mia vita.
Spengo il mio computer in qst'altra tarda notte con la speranza, cm al solito, di non avervi del tutto annoiato, e soprattutto di avervi perlomeno fatto capire cm in ogni singolo metro del mio cammino ho sempre portato nel cuore anche l'insopportabile assenza fisica di ognuno di voi. Che lo sappiate o no.
Voglio stavolta xò terminare ringraziando in particolare mio fratello. Sul serio. Me ne frego delle immense ed infinite diversità di ogni genere che ci separano mentalmente sin da qnd siamo nati. Se non fosse x lui qst viaggio non sarebbe mai nemmeno cominciato, almeno x me. La scommessa col destino è vinta quindi anche stavolta. Preferisco continuare ad essere offeso e continuare ad offendere all'infinito, se qst è l'unico modo che c'è x parlarci. Ma mai e poi mai rinuncerò al piacere ed all'onore che mi è stato concesso nell'essere 2 fratelli di sangue.
Anche se forse mai la leggerai, qst pagina è x te.
Alla prossima,
vostro mai indomito pellegrino di incerte vie,
Gabriele
February 07 Io c'eroRiporto quanto dedicato ai miei nuovi ridicolissimi coinquilini e fratelli un po' di tempo fa.
La faccia sua, a qst punto, chiunque di voi legga qlcs di vero in qst semplici parole.
Cm al solito, con il cuore,
Gabriele.
"Quando fai l'università, le superiori sembrano così lontane; Quando fai l'università, ti accorgi che prima non avevi visto niente; Quando fai l'università, ti senti grande, quando la finisci ti senti già un po' vecchio; Quando arrivi all'università ti senti spaesato, ma dopo due giorni già organizzi una cena; Quando fai l'università, mordi la tua prima vera libertà e sei finalmente indipendente; Quando fai l'università, devi imparare a cucinare, impari a lavare piatti e cominci a bere caffè; Quando fai l'università, i piatti nel lavandino superano la tua altezza; Quando fai l'università, nutella e gelato finiscono prima che sia notte e guarda caso non se l’è mangiati nessuno; Quando fai l'università, in casa hai 16 portacenere rubati, ma non ne trovi mai nemmeno uno; Quando fai l'università, tutti usano la carta igienica e nessuno la ricompra; Quando fai l'università, nel bagno puoi trovare anche tovaglioli e scottex; Quando fai l'università, il tuo bagnoschiuma... è come nutella e gelato; Quando fai l'università, ogni bottiglia stappata in una cena, viene riempita di firme, e non la butti più; Quando fai l'università, casa tua è casa di tutti; Quando fai l'università, c'è sempre un po’ più di pasta per chi si ferma a pranzo o a cena; Quando fai l'università, c'è sempre una festa da organizzare; Quando fai l'università, il frigo ha confini precisi, anche se è triste; Quando fai l'università, non esistono più muri bianchi; Quando fai l'università, ogni inquilino compra un calendario; Quando fai l'università, non parli più piano, e alzi maledettamente il volume della tv; Quando fai l'università, dentifricio e deodorante.... come per il bagnoschiuma; Quando fai l'università, in cucina punti alla quantità, non alla qualità; Quando fai l'università, tutti sono cuochi ma nessuno sa lavare quei cazzo di piatti; Quando fai l'università, il tg1 è troppo serio, studio aperto è troppo idiota, ma 'studio sport' è perfetto; Quando fai l'università, la seconda notizia di studio aperto è che un gorilla allatta un delfino; Quando fai l'università, i simpson fanno ridere di più, perchè non li guardi mai da solo; Quando fai l'università, alle 16 ancora stai guardando Maria De Filippi; Quando fai l'università, è meglio avere 2 bagni; Quando fai l'università, e c'è un solo bagno, può capitare che mentre uno si lava i denti, uno si fa la doccia, un altro sta sulla tazza, un altro si asciuga i capelli, quello che aspetta fuori la porta si sta cagando addosso, ma stanno tutti parlando di figa o di calcio; Quando fai l'università, la sera non hai mai sonno, ma la mattina arriva dopo 4 ore; Quando fai l'università, vedi anche i film in terza serata; Quando fai l'università, la mattina è dura e se non si alza il tuo compagno di stanza, tu rimani a letto per solidarietà… se invece hai una singola è proprio la fine; Quando fai l'università, se la mattina vai a lezione dopo aver fatto serata, vuol dire che a lezione c'è una che ti piace; Quando fai l'università, se tutti in casa stanno studiando, studi anche tu; Quando fai l'università, e il pomeriggio non hai voglia di studiare, ti metti a ripulire la tua camera solo per ammorbidire i sensi di colpa; Quando fai l'università, non hai mai un soldo per niente, ma per l'aperitivo si; Quando fai l'università, è altamente consigliato non avere la Playstation; Quando fai l'università, e sei al secondo anno fuoricorso, hai la Playstation; Quando fai l'università, termosifoni e luci sembrano gratuiti, ma quando arriva la bolletta guarda caso nessuno si era ricordato di spegnerli; Quando fai l'università, e hai una chitarra, 2 canzoni su 10 sono di Vasco e Ligabue, una dei Nirvana, una di Bob Marley e una dei Green Day; Quando fai l'università, ti sembra che non terminerai mai; Quando fai l'università, conosci un sacco di persone, perciò... Quando finisci l'università non fare lo stupido errore di scordarti di loro!!!"
January 23 Nessuna domanda per una sola rispostaNon mi chiedo mai cosa sia la felicità. O, ad ogni modo, ho smesso da tempo. Non è strafottenza la mia. Semplicemente ignoranza, credo. Si dice che chi sia ignorante sia felice proprio xchè non si pone il problema della conoscenza. Allora forse, se uno si pone delle domande su cosa sia davvero qst tanto fantomatica felicità, è automaticamente un uomo fottuto. Quindi, mi chiedo, a che serve rincorrere il + profondo significato di qlcs x il solo gusto di perderla? Nessuno ha mai perso qlcs di cui non è mai stato a conoscenza. Finchè non conosci una ragazza, non potrà lasciarti. Se non hai una bella auto, nessuno potrà mai rubartela. Se non impari una poesia a memoria, di sicuro non rischierai di dimenticarla in un qlc lontano futuro. Ecco. La felicità è così. Se ci si chiede cosa sia, oppure qnt duri, quello è l'esatto istante in cui essa svanisce. Se un adolescente comincia ad informarsi su cosa sia la verginità, probabilmente non passerà mlt tempo prima che possa dire addio ad essa. Certo, naturalmente a meno che non faccia di tutto x illudersi che quel concetto sia così astratto da essere lontano anni luce dalla propria esistenza concreta e dalla sua vita di tutti i giorni. Esattamente come se non fosse un suo problema.
Ma se invece la scintilla della conoscenza lo piglia sul serio, allora è solo questione di tempo, prima o poi anch'egli sarà fottuto. E x stavolta lasciate stare i doppi sensi... Molta gente in passato mi ha chiesto se fossi felice o meno.
Ma io di buono del mio passato posso solo dire di essergli sopravvissuto. Tutto qua. X qst, un sorriso è sempre stato sufficiente x sviare il discorso. La verità è che il modo migliore di essere felici è di non sapere d'esserlo. Quindi niente domande. Godetevi quello che avete, e non pensate a quello che non avete, xchè magari è proprio quella la vostra vera felicità. Anche se non lo sapete. E' qst il punto. Meno cose sapete e meglio è. Prima di avere fra le mani il computer che state utilizzando, non avevate mai compreso l'intima conoscenza del bestemmiare x il suo piantarsi di tanto in tanto proprio qnd non doveva. Un nuovo concetto, il porsi un problema, o una domanda anche banale, ci può rendere infelici. La vita non è infinita. Ciò che c'è da sapere del tutto, la sapienza in sè, invece quasi lo è. Siamo destinati xciò ad essere tutti, senza scampo, e nonostante ogni sforzo contrario, solo degli ignoranti. L'unico destino è esserlo sempre meno nel tempo. I vecchi sono quasi sempre tristi a causa del loro aver conosciuto il tutto mlt di + rispetto a noi della nostra età. A mio parere il segreto è quindi uno ed uno solo.
Ma promettete di non dirlo a nessuno. Il trucco è l'amore.
Non la felicità o l'infelicità. Ma solo l'amore. Pensateci. Molti, al di là di ciò che hanno, di ciò che li circonda, e talvolta anche al di là di cm stanno, tendono a chiedersi se siano felici o meno. Ma quasi nessuno che abbia dentro di sè l'amore, quello vero intendo, quello che va a 360 gradi e non possibilmente solo a 90, si chiede mai se ce l'abbia veramente oppure no. Se uno ama, se usa o è usato dall'amore, lo sa già senza chiederselo. Anzi, qualora se lo chiedesse, succederebbe proprio il contrario rispetto a quanto avviene con la felicità. Qnd, ad esempio, qualcuno si chiede se è innamorato o no di un'altra persona, vuol dire che lo è già e magari anche di brutto, e mentre il cuore comincia a battere sempre + forte al solo pensiero e al solo scaturire della domanda, tutto serve solo a farlo diventare ancora + cosciente di qst proprio amore. E vi prego, non fatevi ingannare dal fatto che forse l'amore + di ogni altra cosa può portare con sè enormi problemi o insoddisfazioni.
Personalmente non ho mai incontrato nessuno che sia stato davvero innamorato in passato e che x via di qlc delusione, seppur enorme, presto o tardi non ci sia ricascato. Niente cm l'amore + puro vale la pena d'essere affrontato a viso aperto.
Nella vita qualunque cosa si possa scoprire porterà con sè prima o poi qlc problema o insoddisfazione. Che si tratti d'interrogarsi sulla propria felicità, o su qlcs di meramente materiale, tutto inevitabilmente ci conduce nel tempo alla conoscenza del suo opposto contrario. Ancor + l'amore. Ma se mai vi avvicinerete al suo concetto + completo, allora tutto il resto, tutti gli altri problemi vi sembreranno nulla. Quello che penso, è che conoscere e possedere l'amore sia cm leggere un libro giallo partendo dall'ultimo capitolo. Qualunque altra cosa possa essere scritta nel resto delle sue pagine non vi servirà a mlt. Di certo, nel bene o nel male non vi potrà + spiazzare. Fregatevene se siete felici oppure infelici.
Siate ignoranti, tanto non sarete mai saggi da poter non esserlo cmq. Non importa qnt vi sentiate liberi, o quale sia x voi il concetto di libertà. Non lo siete mai stati, non lo siete ora, e le cose non andranno certo meglio in futuro, con gli impegni che vi aspettano. Ma cazzo, abbiate amore, qualunque cosa significhi in qst momento della vostra vita. Tutto quanto avrà senso all'improvviso. La vostra libertà "provvisoria" e anche le maledette delusioni. Tutto finalmente apparirà semplice e chiaro tanto qnt poteva esserlo il cameriere-assassino di quello strano giallo... E' x qst che vi amo uno x uno, luridi bastardi dei miei lettori. Cm al solito, mi siete mancati un sacco.
1 bacio,
sempre vostro Gabriele. Ps: se ve ne frega qlcs, trovate qlc nuova foto di voi o non voi fra i miei amici. Naturalmente la differenza la fa se siete abbastanza luridi e bastardi da esserci...
November 19 L'insostenibile leggerezza del malessereSarà che dipende dalla solita ora tarda. Sarà che in compagnia qlcs la si beve sempre. Forse è colpa del silenzio che giusto x pochi momenti passa da qst parti. Oppure... è solo il tutto.
Ma diamine, quanti pensieri.
A volte chiari, ben definiti. A tratti verso, con, o contro qualcuno.
Altre volte invece proprio no.
Notti cm questa.
Mille cose per cui preoccuparsi oppure gioire, che affollano la testa prima di andare a letto, e che sgomitano pur di avere la meglio l'una sull'altra. La maggiorparte non è nulla di nuovo, soltanto vecchie rovine di passati più e meno recenti. Poi per il resto, qlc altra nuova stronzata, che si crede chissàcchì. Tutti insieme, appassionatamente. Un turbinio di pezzi di vita che se ne va, mescolati fra loro tanto dal caso qnt da un inconscio come sempre masochista. E di cui qst tastiera lascia qui troppo spesso tracce ben evidenti.
Eppure stanotte no.
Stanotte chi se ne frega. In fondo quando c'è la salute c'è tutto.
Certo, detto così sembra una cazzata. Eppure è vero.
Non c'ho nemmeno un raffreddore. Mi basta e m'avanza. Ecchècazzo.
Domani si sa, è un altro giorno.
Nel frattempo, xò, sto bene e sono tranquillo. Guardatevi attorno, di 'sti tempi non è mica poco.
Ed è proprio x qst che auguro lo stesso anche a voi... e me ne vado a dormire, finalmente.
Salutandovi e scusandomi x la mia prolungata ed ingiustificabile assenza virtual-delirante, vi lascio con qlc nuova foto di belle persone.
Anche questo, cm sempre... mica è poco...
Baciuzzi,
Gabriele
September 21 Verba volant, foto manentEcco a voi finalmente le immagini di un'altra (mia e vostra) estate che se n'è andata.
Ma si sa, in fondo quello che conta davvero è ciò che rimane di essa. E le foto, insieme ai ricordi, almeno x qlc tempo rimangono.
Da aggiungere ci sarebbe solo una piccola lista di persone da ringraziare profondamente x aver condiviso con me parecchie giornate dello scorso agosto. Non ne faccio xò i nomi, tanto cmq chi c'è c'è e chi non c'è non c'è... che ve lo dico a fare...
Gente "vecchia" e gente "nuova", tutti cmq alla pari nel meritare un posto nel mio animo anche qnd sarò vecchio e rincitrullito completamente (o cmq ancora + di adesso, se possibile...).
Di sicuro era parecchio tempo che non mi divertivo così, non foss'altro xchè son riuscito ad andare al mare + che le ultime estati messe assieme.
Ah, cmq se invece non vi doveste vedere x niente presenti fra le foto + recenti (che rima, che poetesso che sono!), non ve la prendete con me. Molto probabilmente siete fra chi non ha avuto tempo di farsi vedere qlc seppur minimo momento in nessunissimo dei 40 giorni in cui sono stato in vacanza. Sinceramente, mi spiace non essere stato un po' anche con voi. Cazzo, xò... + di un intero mese.... che scusa di merda è la mancanza tempo?!?!?
Vabbè.. cmq..
Volevo chiudere ringraziando chi, dopo aver letto il mio ultimo intervento prima di qst, m'abbia voluto rincuorare, confessandomi, in seguito, d'avermi immaginato suicida, depresso, asociale, drogato, o gay. O anche tutto insieme.
Sappiate xò che in realtà io non ho scritto nulla di quello che avete letto e poi un tantinello tragicamente commentato.
Chi vi ha parlato è stato solo il mio + puro sentimento, stanco di non poter mai rispondere direttamente qnd da troppo tempo ormai sentiva porre invece a me sempre le stesse ripetitive domande. E così x una volta ha detto la sua, senza troppi problemi e spontaneo come al solito.
Ma di me non vi dovete preoccupare. Io c'ho la pellaccia dura.
Xciò.. tranquilli.. che di sicuro c'è chi sta peggio di me (e varie immagini di matrimoni sono qui x testimoniarlo!... Scherzoooo!!!... Anzi.. auguri a loro, sia ai passati che ai prossimi!).
Ps: oltre che in tutto l'album "estate 2007", trovate nuove foto anche in quello della mia laurea, ma soprattutto in quello dei miei amici... così magari adesso finalmente ci siete anche voi! (O magari anche no). Buona visione ed a presto!
Baciuzzi a destra e a sinistra (o viceversa),
vostro Gabriele
September 10 Nella luna la mia fortunaChissà dove sarei ora.
A volte me lo chiedo. Inutilmente. Ogni volta inesorabilmente.
Poi, so soltanto dove sono.
Ed eccomi di nuovo a Roma, splendida città in cui non mi rimase che l'esilio.
Ho tentato, pregato... ho anche aspettato tutte le stelle cadenti come fossero le ultime lacrime del mio desiderio.
Tutto, invano.
Ogni essere sulla terra ha il diritto di credere in ciò che vuole. C'è chi crede agli artifizi più ingannevoli, c'è chi crede nei miracoli, come c'è chi, invece, crede solo nel vile denaro.
Io, credevo nell'amore.
Qualcuno fra voi starà già pensando che dunque la mia è la più folle tra tutte le follie, quanto la più banale. Ebbene si.
E io fra voi.
Anzi, prima di voi. Anche più di voi.
Eppure, pensavo, che stupido chi non vive di aria e di follia.
Ecco perchè sto morendo.
Muore la mia follia, e muoio anch'io.
L'aria, solo quella mi è rimasta.
L'aria sporca di questa grande gabbia a cielo aperto, che già a chiamarla aria mi si stringe il cuore.
Se almeno mancasse del tutto anch'essa, non rimarrebbe null'altro a illudermi che la speranza c'è sempre.
Giorni di sole, ne ho contati a centinaia. Gocce di pioggia hanno bagnato a migliaia il mio viso confondendosi ogni volta col suo dolore. Posti lontani, facce amiche o sconosciute, grandi vittorie e piccole sconfitte. Sempre con lo sguardo verso l'alto, per cercare il futuro in ogni nuovo orizzonte.
Eppure, non mi pare più che ieri.
E' capitato, tavolta, di risentire qualcosa in petto, come se un cuore io l'avessi ancora. Come se ciò che per maleficio o per malasorte m'era stato trasformato un tempo in pietra avesse ripreso invece ad un tratto le sue sembianze. Per un attimo, per più di un attimo. Sembrava battere, voglioso di riavere un ritmo che sembrava non aver mai dimenticato.
Era così, non ero diventato pazzo. O forse si.
Perchè i pazzi credono a ciò che i loro occhi hanno visto una volta, e se ne fregano di quello che gli altri gli dicono.
Io l'amore non solo l'ho visto. Io l'amore l'ho toccato. E l'ho strinto forte, fortissimo finchè potevo. Finchè sapevo.
So che era sincero, concreto, non un abbaglio, non un riflesso scambiato per quello che non è.
Non è durato tutta la vita. Ma nulla dura tutta la vita, se non essa stessa.
Tanto comunque mi è bastato per credere nell'amore, quello vero. E Dio solo sa se fu abbastanza.
Poi, da allora, l'illusione. Giusto quella.
Perchè il cuore da solo non può nulla. E allora niente, di nuovo pietra.
Non saprei dire bene di chi sia la colpa.
Forse mia. La consapevolezza che tutto questo sia ormai un lusso che non posso più permettermi potrebbe in verità aver preso in mano le redini dei miei sentimenti più puri, decidendo per me una fine che mai avrei desiderato. Può darsi.
O forse ci si deve passare sempre. Se la mia è solamente un'illusione, allora questi anni bui come fossero il medioevo non sono altro che un'illusione nell'illusione. Ciò che sembrava potesse liberarmi dal maledetto incantesimo potrebbe invece non essere altro che un passaggio obbligato per tutti coloro i quali vogliono profondamente che ciò prima o poi accada. Per tutti i pazzi naturalmente.
Perchè essi non credono che sia vero tutto ciò che gli passa davanti. Nemmeno se si tratta di una ragazza che a differenza delle altre appare finalmente in grado d'essere quella giusta per ricominciare a vivere anche per la follia. Ma per fortuna i pazzi non sono fessi. E distinguono ciò che è follia da ciò che è superficialità.
L'amore è un'altra cosa.
E allora 3 anni in un istante sembrano nulla. Oggi non è più di ieri. Non pare, credo sia la realtà.
Nessun giorno senza amore vale la pena di essere vissuto. Nessun sole goduto, nessun attimo passato.
Solo aria. Aria sporca in esilio, per giunta.
Ma nelle notti con la luna tutto sembra diverso. Qualcosa cambia. E' come se lei li capisse i pazzi. E gli facesse l'occhiolino. State tranquilli, pare dire, tutto si sistemerà.
L'aria diventa più leggera, e il mondo sembra libero dalla tristezza. Libero di sperare ancora. Anche, ognuno, nella sua follia. Perchè di follia, si sa, in fondo ne basta anche soltanto un pizzico.
Rimane, si, pure in queste notti, una lieve malinconia. Al pari di quella che mi fa pensare al posto in cui sarei ora, e a cosa mi piacerebbe fare in questo momento della mia esistenza.
Se avessi l'Amore.
Le mie domande, però, finiscono sempre dove erano cominciate, in un cerchio infinito che sa proprio di presa in giro, come solo un occhiolino può fare.
Ma io sono pazzo, e imparo dalla luna...
Mie damigelle e miei messeri che mi leggete, vi voglio bene.
Con sincerità,
vostro Gabriele.
July 07 Chi non muore si rifletteQuattro mesi.
Si lo so. E' un sacco di tempo 4 mesi.
Ma a chi lo dite.
Ma che credete, che io non me ne sia accorto, eh?!
Ok ok. Ricominciamo.
Ciao ragazzi. E ragazze.
Spero + ragazze.
Vi sono mancato vero?
Beh, se la risposta è no, allora avete ragione voi.
In realtà sono io che mi sono mancato.
Cazzo.
In fondo questo era solo il mio diario segreto. E ci volevo solo mettere qlc foto per dare un senso alla mia costosissima macchinetta della minchia.
Ci scrivo pure abbreviato come un quattordicenne di merda x sbrigarmi. Nemmeno si pagasse cm x gli sms.
Eppure sono io.
Uno pensa che sia facile essere sè stessi. Beh, no.
Bisogna violentarsi x essere sè stessi. Bisogna lasciare fottere tutto. Talvolta pure tutti.
Se no non si è sè stessi, state tranquilli. Si è solo una banale mediazione persa in partenza x non essere sconfitti con un punteggio troppo umiliante.
E non fate finta di non capire. Magari non sono bravo a spiegarvelo, ma quello che vi sto dicendo lo sapete solo voi.
Siamo tutti delle puttane.
Ok, ok. Scusate. Non volevo dire qst.
Volevo dire prostitute.
Basta che mò siete + contenti.
Però ora statemi a sentire...
Non sono sparito. Non sono stato in Papuasia o chissàddove in qst 4 luridi mesi.
Non ho portato foto di nuove esperienze. Non ho scoperto tesori nascosti dall'altra parte della terra.
E soprattutto non mi sono fidanzato.
Xciò donne, riponete nei cassetti i vostri grossi vibratori, state rilassate. E continuate a leggere.
Sapete che fine avevo fatto? Indovinate un po'...
Ho fatto la puttana!
No no... non nel senso classico del termine... ma dai...
Già. Ora forse ci siete.
Ho lavorato. Non con i videogiochi stavolta. E da neolaureato!
Cavolo... nemmeno ho cominciato e già inizio a sentire le vostre polemiche. Nonchè il vostro sarcasmo sul mio carattere.
Ma aspettate un attimo cari i miei perbenisti del cazzo. Il bello deve ancora venire.
Datemi il tempo, fatemi spiegare.
Io non ce l'ho col lavoro. Non ce l'ho con chi lavora. Non ce l'ho manco con chi non lavora. Non ce l'ho con chi dà il lavoro. Non ce l'ho con i sindacati. Non ce l'ho con nessuno.
Quindi mettetevi l'anima in pace. Non me ne frega nemmeno un cazzo di quello che state pensando adesso.
Compreso il fatto che potrei essere ubriaco, xchè non lo sono. E non lo sono mai stato fino in fondo. Io se mi ubriacassi, camminerei sulle volte delle stanze.
Xciò fidatevi, sono solo io. Finalmente. E dopo tanto tempo.
Xchè 4 mesi sono davvero parecchi. Troppi, oserei anche dire.
Bene.
Adesso posso provare a dirvi la mia.
Prima vi vedevo un po' troppo agitati.
Mentre vi scrivo sono le 2 della notte, che cavolo pretendete da me? Che mi metta qui davanti con qst fottuto caldo romano a scrivere delle poesie?
Aprite quei cervelli incatenati. Xchè quello che sto x dirvi è una delle mie solite cazzate. Xò stavolta è + seria.
Vi dicevo, ho lavorato.
Non voglio dirvi x cosa, nè dove, nè con chi. Chi lo deve sapere lo sa già. Chi non lo sa vuol dire che non gliene frega un cazzo di saperlo.
Xò quello che conta è che ho lavorato.
Sapete una cosa?
Al contrario di quello che state immaginando, mi sono pure trovato bene. E molto.
Mi hanno pagato (bene o male, non è qst che fa la differenza in qst discorso) x fare delle robe dove un diploma della Scuola Radio Elettra x corrispondenza in fondo non sarebbe stato poi così necessario.
Ma nemmeno qst importa tanto.
Quello che è significativo qui, e che voi ancora non state riuscendo a capire, è che io vi sto parlando della differenza fra fare l'amore e fare sesso.
Ora almeno ci siete??
No eh...?
Ok, ok.
Sono io che sto sbarellando.
Oppure no.
Chi è arrivato fin qui a leggere senza saltare intere frasi x provare ad arrivare a quella che può essere vagamente l'idea fulcro di qst cazzo di pagina strampalata, allora ammetto che ha le palle.
Xchè il mio discorso è proprio questo.
Non avete + tempo.
Nemmeno x leggere quello che volete.
Siete schiavi. Siete delle puttane. Scusate, semmai prostitute, se vi piace.
Guardatevi bene attorno, proprio in qst momento.
Fatevi delle domande.
Siete davvero nel posto in cui l'anno scorso avreste desiderato essere ora?
Avete affianco la gente che volevate? Non vi manca qualcuno o qualcosa d'importante? Ma ancora... Siete certi che state facendo l'amore con la vostra vita?... O è solo sesso...?
Si, ora ci siete.
Così mi piacete.
Ho molti amici. E amiche, grazie a Dio.
Avrei potuto dire prima tutto questo. Tramite loro. Tramite voi.
Forse non c'era bisogno di scriverlo solo ora.
Ma quello che voi chiamate "il caso", mi ha portato qui solo in qst momento. Nè prima, nè dopo il dovuto. Evidentemente meglio così.
Ho sempre sentito mlt lamentele. O sfoghi, chiamate anche voi qst come meglio preferite.
Chi della città in cui si trova. Chi dei colleghi. Chi del posto in se' x se'.
Xò a tutti piacciono le tette di quella donna chiamata lavoro che si scopano.
Molti non sanno se quello che fanno è amore o sesso.
Xò tanto, che differenza fa?...
Avete mai sentito qlcn che appena finito di trombare si lamenta apertamente di averlo fatto...?
Io no. Tantomeno me stesso.
Al massimo ci si ferma a riflettere, e a pensare che quello che si è fatto, in fondo, non è poi il massimo della vita. E che una bella ragazza, quella dei nostri sogni, ci starebbe proprio bene nelle nostre giornate. E ancora di + nel nostro letto.
Ma si sa. Si tira a campare. Ci tocca anche questo. E poi tanto la speranza è l'ultima a morire. Forse.
Ecco, x me il lavoro è la stessa cosa. Ora che ci sono passato sul serio.. si si.. proprio sul serio.. con i fottuti orari di merda da rispettare.. il sonno la mattina.. il traffico prima di tornare a casa.. i colleghi.. e tutta quella roba quotidiana che la maggiorparte di voi ormai conosce a memoria.
E a cui ci si abitua con malinconia, e magari ci si affeziona, come alla nostra troia preferita.
A volte pensi sia davvero l'unica soluzione. Ma qnt volte lo è veramente?
Voglio dire.. che risposte avete dato alle vostre domande..?
E soprattutto.. ve le siete fatte o no 'ste cazzo di domande??
No.. xchè altrimenti vi dovete fermare.. e adesso.
Senza le vostre risposte è inutile che continuiate a leggere qui. Tanto non sarò certo io lo stronzo che ve le darà.
Come vedete, io già faccio una fatica impossibile a tentare di fare il possibile.
Ok, posso continuare adesso?
Spero proprio di si.
Anzi, ecco.. adesso mi avete davvero rotto le palle..
Concludo e basta, così vi mando a cagare. E io me ne vado a letto.
Anzi no.
Ma no nel senso che non mi va ancora di andare a dormire, e non che continuo.
Dai, sto scherzando... Lo sapete che tanto vi voglio bene.
Mi preoccupa più che altro che siate voi a non volervene abbastanza.
Cmq... voi non lo sapete... ma io incrocio tutti i vostri pensieri. Voi mi dite le cose. Io le incrocio.
Non ci credete eh..??
Ma tu, si proprio tu che stai leggendo ora.. ce l'ho con te.. non fare finta di nulla..
Mica 6 te che pensi al tuo posto di lavoro che non ti dava granchè e ti levava la voce?
Oppure 6 te che ti lamenti della città o dei cittadini che 6 obbligato a frequentare x poter lavorare?
O forse ti 6 soltanto lamentato dei tuoi colleghi? Oppure si.. mi sa che riguardava le tue poche ferie!
No, no. Mi sa che te 6 quello che mi diceva del capo che non t'apprezza qnt dovrebbe. O erano i colleghi?.. O i clienti??
No, mi sa che mi dicevi che non hai + tempo x te stesso, le tue passioni, o addirittura x i tuoi figli.
Oppure dicevi che eri troppo lontano dalla tua terra, dalla tua casa?
Vabbè.. ormai non ricordo + bene...
Ma di certo uno di qst 6 tu. Fidati.
Ma non voglio dire altro, concludo sul serio stavolta.
La domanda fondamentale di tutto è.. il lavoro rende davvero liberi?
Oppure è solo una frase strampalata del cazzo che un malato di mente voleva scrivere x forza da qlc parte?..
Ve lo siete mai chiesti?
Amate davvero il lavoro che state facendo o che facevate, o che state x fare?
Oppure ci fate solo del sesso? Del sanissimo sesso, x carità. Ma pur sempre sesso...
Chiedetevelo.
Magari non vi sembra importante ora. O almeno non fondamentale.
Ma vi garantisco che lo sembrerà qnd sarete vecchi, qnd vi guarderete intorno e magari affianco non avrete la donna dei vostri sogni... ma nemmeno quel denaro che speravate fosse almeno l'unica cosa buona che vi sarebbe rimasta un giorno.
Xchè i soldi, con il vostro tempo, magari li avrete buttati via a preservativi, proprio come quando si scopa e non si è certi di farlo con la donna giusta.
Ora, crudelmente,
vi saluto.
Ps: sono tornato me stesso, finalmente, e fino in fondo. Libero. Almeno x qst vacanze. Tutto vostro, 24 ore su 24. E sono + cattivo del solito. Ma mi fa piacere rivedervi qui. Davvero.
Ps2: non mi aspetto commenti. Ma se ne fate, non siate banali. Nè perbenisti, vi ho detto già cm la penso in merito.
Ps3: vi lascio con l'unica foto del mio habitat di qst 4 mesi da desaparecido. Infine vi chiedo.. è poi così diverso dal vostro? O ci scopiamo forse tutti la stessa puttana?
No.. xchè a me a qst punto viene il forte dubbio che siamo noi quelli che stanno davanti...
February 22 Il 2007 comincia adesso!Un nuovo anno è iniziato. La mia nuova vita quasi. O meglio, non ancora.
Ma adesso non mi va di parlare del futuro. Per adesso preferisco stare seduto qui al buio, come in un cinema, come quando gli altri fuggono via ad inseguire un destino che non conoscono, mentre io rimango ad assaporare la musica dei titoli di coda di un altro episodio della mia esistenza.
E' x qst che volevo riflettere su un 2006 ormai lasciato alle spalle, con tutto ciò che spero di potermi lasciare DAVVERO alle spalle.
Su chi, ad esempio, alla mia compagnia ha troppo spesso preferito i suoi fottutissimi esami, che alla stregua di banali compiti in classe oggi stanno pressochè succhiando (solo quantitativamente) il tempo di chi ci sta appresso, come fossero l'unica cosa veramente importante al mondo. E penso a qnd, un giorno, il conto alla rovescia dovesse poi finalmente terminare, a qnd molti si ritroveranno in un paradiso vuoto, stringendosi forte ad un indifferente pezzo di carta, magari simbolo di una soddisfazione fine a se stessa.
Rifletto, ancora, su chi fa il possibile x non perdere il contatto con me x mesi interi, x poi non sfruttare assolutamente le occasioni che il destino ci regala x poter godere "live" le nostre risate l'uno in compagnia dell'altro. Con, certamente, tutte le motivazioni del mondo.. lavoro, fidanzata, o altro. Ma mai, secondo me, così tanto fondamentali da giustificare l'assenza TOTALE almeno dagli spiccioli di vita di un prossimo a cui ci si tiene x davvero. E penso a qnd fra molti anni si guarderanno delle foto, dove si era molto + giovani, e si aveva il tempo e la forza (fisica e morale) x fare e dare di +. Almeno un po' di +, almeno con uno sforzo maggiore. Fanculo la pigrizia.
Rifletto su tutte le volte che tante persone, le quali so con certezza che a me ci tengono, si sono poi invece lasciate sopraffare dai subdoli incendi provocati da semplicissimi fraintendimenti o banali incomprensioni. Al di là della ragione (reale o presunta), bisognerebbe SEMPRE ricordare che le parole e i comportamenti puramente offensivi sono cmq armi di contrattacco molto taglienti. E rimangono X SEMPRE come cicatrici nel cuore e nella mente di chi li subisce. Xchè tutti sbagliano, ma ci sono occasioni in cui uno se ne accorge ed altre in cui poteva solo stare + attento. A volte è in qst differenze che si nasconde la malvagità. NESSUNO è perfetto, si sa, ma qst punto allora si dovrebbe rinunciare ad affezionarsi a qlcn in maniera del tutto sincera. E così, penso che se ci si vuole godere la vita si è costretti ad apprezzare anche (ed innanzitutto) l'inevitabile imperfezione degli uomini. Talvolta, purtroppo, anche di se stessi.
Rifletto, infine, su coloro che nell'anno appena trascorso hanno avuto infinite possibilità di riscatto, nella propria vita, nel lavoro, e nel rapporto con gli altri. Ma sono parsi non accorgersene, preferendo tirare avanti per la loro strada, con dei merdosi paraocchi barattati opportunamente col termine di "coerenza". Ma spesso, si sa, il destino è costretto a prenderci x le palle x farci cambiare idea una volta x tutte. Penso, xciò, a qnd questa gente capirà che l'unica vera coerenza terrena è il voler bene A TUTTI I COSTI. E basta. Prima che sia troppo tardi.
Ok... forse rifletto troppo... e male.
Avete ragione. Ma un anno fa perdevo mia nonna, l'ultima donna ad avermi voluto veramente bene. E ricordo che nonostante fosse abbondantemente rincoglionita nei suoi quasi 90 anni, una cosa le era rimasta immutata nel tempo. Ricevere e dare tutto il sentimento che si poteva, fino all'ultima goccia. Poi, come se non bastasse, mi rendo conto che è la cosa che sanno fare meglio anche gli animali, dal nostro cane al nostro gatto, esseri viventi privi di qsta tanto nostra declamata cazzo di "razionalità". Che sia sottoforma di esami, lavoro, fidanzata, o ostentato perfezionismo, loro non ce l'hanno. Così come decisamente non ce l'aveva + nemmeno mia nonna ormai. Ma probabilmente la (mia) verità è che essa non serva poi in fondo ad un granchè. Xchè quello che conta, e che è il succo, il + delle volte basta ed avanza ad andare avanti nella vita in maniera dignitosa. L'amore. Quello vero, senza nessuna retorica.
X qst, dedico il 2007 a tutto questo NOSTRO passato, e alle persone a cui il riferimento, stavolta, NON E' puramente casuale. Xchè ogni nuovo anno è una buona scusa x riprovarci. Anno nuovo, vita nuova. Io ci sto.
Scusandomi x la prolungata assenza dalle vostre menti bacate, vi abbraccio e come ogni volta vi saluto.
PS: Ho aggiunto altre foto sia nell'album "Laurea" che in quello dei miei amici. Ci potreste essere anche voi... Vostro rinnovato,
December 20 The game will never end...E' fatta.
Sono laureato.
La mia sfida è vinta. La mia promessa mantenuta.
Allora... il gioco è finito?
Dedicato a chi non credeva in me. A chi non crede ancora, e probabilmente non crederà mai.
Agli invidiosi, a tutte le persone "solo chiacchere e distintivo".
A chi ha sempre visto solo un presunto "cazzeggio" nella mia vita. Ma poi ha notato tardivamente la quantità e qualità dei miei preziosissimi amici.
Il giorno della mia Laurea lo ricorderò semplicemente come il punto d'incontro definitivo fra il me LIBERO ed il me "professionale". E non credo solo io.
Ma allora... di nuovo... il gioco è finito??
Adesso, chiuso qst capitolo.
La gente già da prima di laurearmi mi chiedeva cosa avrei fatto "dopo".
A tutti ho dato una sola risposta: "Penso che mi metterò un po' a studiare... che fino ad ora non ho fatto un cazzo!"
Non so quanto scherzassi. Ma la realtà è molto dura. Io invece non tanto.
Xciò quindi... per l'ultima volta... il gioco è finito???
No.
Il gioco non finisce mai. Proprio come ho detto all'inizio.
A me piace giocare.
Molta gente confonde qst con il non prendere la mia esistenza sul serio.
Io dico semplicemente che tanto, comunque vada a finire, da questa vita non ne uscirò mai vivo. Il che è ben diverso.
Insomma... chi vuole giocare con me si faccia avanti. Qui nessuno ha niente da perdere. Figuriamoci io.
E' x qst che il mio sorriso è sempre, ancora, qui. Io ci sono ancora. E anche voi mi pare ci siate più o meno tutti.
Allora che cosa aspettiamo?! Insert coin... e si ricomincia...
Chi c'è c'è, chi non c'è... non ci sarà!
Un bacio a voi,
inconsapevoli amanti e partecipi del meraviglioso videogame della mia vita.
Vostro, studioso e non + studente,
G@briele (naturalmente... v2!).
Ps: come ogni volta, vi lascio qlc foto di ciò che fu. Giusto qlcs, anche xchè stavolta io ero solamente il protagonista.
Ps2: fra i soliti link potete trovare la presentazione in power point (preparata insieme all'instancabile amico Sergio) e che la commissione per motivi di tempo non mi ha lasciato mostrare durante la discussione. Spero che ora magari qlcn di voi si dimostri un po' + interessato alla cosa. Sono 11 megabyte, e nella cartella trovate tutte le semplicissime istruzioni x vedere tutto al meglio.
Ps3: ne approfitto adesso anche x farvi i miei migliori auguri di buon Natale e buon anno nuovo, visto che (almeno qui sopra) non ci si rivedrà di certo prima del mio rientro da qst (mai tanto meritate!) feste.
Ps4: a qst punto qui dovrebbero partire i miei ringraziamenti vari ed eventuali. Faccio prima xò a riportarvi direttamente quelli contenuti nel mio libro di Laurea, tanto sarebbero state le stesse identiche parole, bene o male.
Con tutto il cuore, per voi, e per chiunque li abbia meritati.
Credits
La fine è solo l’inizio Lo schermo mi guarda e mi dice “Game over”. Scuoto un po’ la testa, poi sorrido. Evidentemente non ha capito, penso tra me e me. Allora lo schermo mi guarda meglio. E mi chiede “Continue?”. Si, ora ha capito, mi dico. Prendo un respiro. Premo Start. E sono di nuovo in gioco… Ma quante volte avrò rifatto questo livello? Per una generazione come la mia, cresciuta (anche) dentro i mondi virtuali del videogioco, contare le volte che si è ripetuto un livello non ha più senso. Sono numeri vuoti, privi di interesse, che non significano nulla perché schiacciati da motivazioni assolutamente più forti. Finire il livello, prima di tutto. Finire questo maledetto livello. E non conto nemmeno più le volte che ho detto questa frase. Ma in fondo, mi chiedo, contare le volte che si è detta questa frase, avrebbe un senso? No, non ha mai senso interrogarsi sui numeri, se l’obiettivo è quello di uscire vincitori. Perché videogiocare è l’arte del vincere. E non è solo abilità, tantomeno solamente fortuna, ma anche profonda tenacia. E’ nella natura stessa del gioco. Un obiettivo a fondo livello, una sfida da superare, poi infiniti tentativi, ognuno accompagnato da infiniti errori, ognuno migliore del precedente. Le capacità possono anche non sostenere il giocatore, ma la perseveranza è lo strumento di conquista che porta alla vittoria. E’ in questo processo che il giocatore migliora sè stesso. Ed è solo con questo processo che si raggiunge la fine del livello. Questo dentro al videogioco. Ma, mi chiedo, fuori dal videogioco? Fuori dal videogioco c’è un altro videogioco. Solo molto più sofisticato. Per alcuni ragazzi come me, cresciuti (anche) dentro i mondi sensibili della realtà, perseverare fino alla morte è, così come nell’universo videoludico, il modo migliore per superare ogni ostacolo. Perché la vita è un videogioco. Solo creato da un game designer per noi incomprensibile. Così certe volte le sfide possono non essere equilibrate come nei mondi virtuali, oppure possono rivelarsi ingiuste, o ancora possono sembrare realmente prive di soluzione. Ma non c’è mai nulla che resista ad una sana, violenta, incessante azione ripetuta. Proprio il tipo di condotta che, più di altri, il videogiocatore riconosce come propria. Esattamente la stessa ostinazione che lo guida nel ludus elettronico. La verità è che il videogioco mi ha insegnato un po’ a vivere. Perché probabilmente è stato lui, con il suo sfidarmi continuo e lineare, a insegnarmi che il gioco non finisce mai, perché dopo c’è un'altra vita, perché se la forza ti sostiene si può sempre ricominciare. E mi ha insegnato, soprattutto, che l’ostacolo non è mai invalicabile. Ma basta solo abusare della propria volontà per venire a capo di qualsiasi prova. E così ho imparato ad usare nella vita gli stessi schemi di pensiero del videogioco. Quei meccanismi che l’esperienza insegna, che le amarezze forgiano, ma che noi videogiocatori, forse, conosciamo già prima degli altri. Alcune volte le cose della vita ti guardano e ti dicono “Game over”. E proprio in quel momento che puoi decidere. Abbandonare tutto oppure ricordarti che il pad, tra le mani, ce l’hai tu. Perché la filosofia del videogiocatori altera le convenzioni. Ed è per questo che io, quando vedo “Game over!”, leggo solo e unicamente “Game over?”. E rispondo di no. Perché, penso tra me e me, evidentemente le cose della vita questa volta non hanno capito. E per quanto mi riguarda non sarà finita fino a che non avrò vinto io. E allora prendo un respiro. Poi premo di nuovo un simbolico Start. E sono di nuovo in gioco… Liberamente tratto ed ispirato da un editoriale della rivista “Videogiochi”
Compagni di gioco Questo nostro momento insieme non ha soltanto un “Game over”. Ne ha due. Uno è quello di cui ho già detto, e che concerne la fine del testo stesso. L’altro riguarda invece direttamente la mia vita. O meglio, la mia carriera universitaria, la quale andrà a concludersi proprio qualche giorno dopo che io avrò terminato di scrivere queste pagine. Descrivere la sensazione che si prova in questo momento non è per niente facile, e forse in realtà solo chi c’è passato personalmente può capire fino in fondo cosa intendo davvero. Di certo però (ed è una delle tante cose che la Sociologia mi ha dato modo di sottolineare di questa vita) senza il fondamentale aiuto della gente che mi circonda mai sarei potuto arrivare oggi fino a questo punto. Chiunque mi sia stato accanto anche per poco tempo durante questa meravigliosa (quanto a tratti faticosa) esperienza di studente fuorisede meriterebbe adesso quantomeno un simbolico abbraccio. Personalmente credo molto nell’influenza di chi magari già per un solo istante sfiora le nostre coscienze, sia nel bene che nel male. Per questo ora non posso non essere grato a chi di istanti accanto a me ne ha passati molti più d’uno: addirittura giorni, mesi, e talvolta anni. Per questo ringrazio in primis tutta la mia famiglia, fonte incessante dell’unico vero Amore gratuito. A chi di loro c’è ancora, e sostiene sacrifici quotidiani per darmi modo e coraggio di poter considerare i miei sogni quasi sempre realizzabili. E a chi non c’è più, ma mi sta comunque vicino forse anche più di prima. Solo grazie ed un abbraccio, il più forte del mondo. Perché senza di loro non sarei Gabriele Presta. Un grande abbraccio va poi a tutti i miei amici (e soprattutto amiche…), grazie ai quali la vita mi ha spesso sorriso. Perché è stato proprio nelle nostre peripezie comuni che ho sempre trovato la forza e la felicità di migliorare, prima nelle profondità dello spirito e poi nel carattere. A quelli più o meno presenti tutti i giorni, a quelli che mi sono stati vicini fisicamente o lontani migliaia di chilometri, che siano stati coinquilini, compagni di squadra a calcetto, o anche semplici visitatori del mio sito web, io sono e sarò sempre debitore. Tanti dei miei pregi, e finanche tanti dei miei difetti, sono il risultato della loro influenza. Il mio carattere è ormai in parte la somma di tutti loro. Ecco perché un ringraziamento altrettanto sincero lo devo assolutamente anche a quegli amici che adesso non mi ritengono probabilmente più tale. Perché credo che in fondo si siano semplicemente voluti allontanare da me (forse) immaginandosi più razionali del destino che una volta ci aveva uniti. Se qualcuno di loro ha poi agito in malafede, non fa niente. Gli sono comunque ugualmente grato, perché, chi mi ha fatto del male, finora, mi ha solo fatto più forte. Ringrazio poi in particolar modo chi ha (più o meno direttamente) contribuito in questi ultimi due anni allo sviluppo della presente ricerca; tra cui anche il mio Relatore, il quale ha creduto incondizionatamente in me e nelle mie idee sin dal primo momento in cui gli sono state proproste, e senza il cui supporto accademico essa non avrebbe avuto tutta l’importanza che desideravo. La stessa gratitudine meritano pure due persone che non mi hanno mai visto né conosciuto, ma che sono state a loro modo fondamentali per la mia sopravvivenza fisica e psichica in alcuni momenti di difficilissima solitudine. Ovvero, Vinicio Capossela e Paolo Coelho, le cui parole di gioiosa malinconia sono state per me una compagnia ineguagliabile. Mi si lasci esprimere poi, per concludere, tutta la mia riconoscenza a Dio (o chi ne fa le veci). A Lui devo tutto. Al di là di ogni discussione. Le monetine per cominciare anche questa partita che si sta chiudendo qui erano le Sue, ed a Lui oggi le riconsegno. Lo immagino mentre mi da una pacca sulla spalla. Io gli stringo la mano e spero che abbia voglia di sfidarmi al più presto ad un altro nuovo ed ancor più entusiasmante videogame.
December 01 Non è mai troppo tardiPer chi ancora non lo sapesse: Venerdì 15 dicembre (in un orario a caso fra le 15 e le 19, quindi cmq di pomeriggio) il qui sottoscritto "laureando" dovrebbe (il condizionale è sempre d'obbligo in qst casi, così come la toccatina strategica..) riuscire a trasformare qst verbo (aggettivo.. complemento oggetto.. pronome personale.. boh..???.. insomma.. quello!!) in "laureato".
La notizia, ripresa da tutti i mezzi d'informazione dell'Universo e non solo (fra cui anche tv del calibro di Telemotegonfio, quotidiani internazionali come La Gazzetta De Noantri, e settimanali scandalistici tipo Rocco e i suoi fratelli), è stata ormai descritta come l'evento più importante d'Europa e di Lazio.
E' per qst motivo che chiunque si trovasse a passare da qui e leggesse qst avviso, è cordialmente e quasi obbligatoriamente invitato a farsi trovare x quella data all'indirizzo di via Salaria 113, in aula B8 (affondato?!?!... 'aritoccatina che è meglio và...!!). Il tutto naturalmente nella splendida location di Roma, scelta non a caso personalmente dagli sceneggiatori della serie dei film di Pierino, così da sottolineare al meglio la portata di tale manifestazione.
Chiunque volesse essere presente potrà poi aggregarsi (previa prenotazione presso la segreteria di Forza Italia, con in omaggio tessera scaduta del partito e figurina di Silvio in tanga) a tutto il gruppo anche per i festeggiamenti serali, dove non dovrebbero mancare delizose e delicate 'mbriacate con rissa stile "promozione in serie B del Crotone".
Detto qst, si prega FORTEMENTE di non presentarsi con regali di alcun genere, pena la perdita di quell'amicizia che il partecipare a qst bella giornata potrebbe anche vagamente ricordare. Chi poi volesse farsi addirittura vivo con oggetti del genere "si laurea, gli servirà una borsa o un'agenda..", è meglio che passasse prima da Porta Portese e se li barattasse con qlc chilo di salsicce di bufala.
Ps: fra i vari articoli in home page vi lascio (da scaricare, in pochi kbyte) l'Indice del libro che in occasione della Laurea andrò a presentare in anteprima stradale. A tal proposito, si ricorda che chi, x curiosità, volesse prenotarlo può farmelo sapere subito, così che ne possa stampare il giusto numero di copie, senza correre il rischio di doverne togliere qualcuna a chi me l'ha già chiesta con i dovuti tempi (come Putin, Platinette e Biancaneve).
Ps2: fra i commenti qui sotto si accettano volentieri i vari incoraggiamenti e in boccallupo vari...
Un saluto (ancora) studentesco,
Gabriele.
October 25 Eppur si muove.E' + di un mese ormai che non scrivo nulla qui sopra.
Non ho ancora capito se è stato il poco tempo a mia disposizione ultimamente, o la mancanza di grandi stimoli e nuove foto da mostrare e commentare (scopo reale x cui era nato in origine qst sito). Ci ho pensato abbastanza ultimamente a quello che poteva essere il vero perchè, ma poi non sono riuscito ad arrivare ad una conclusione certa, e così ho lasciato perdere, convinto che magari non fosse poi così importante.
La soluzione è arrivata però non molto tempo fa, ma come spesso accade nella vita, non dal mio ragionarci su, bensì da chi è intorno a me. E non intendo solo fisicamente.
Diciamo che in qst arco di tempo che il sito non veniva aggiornato mi sono ritrovato con sempre + frequenza a leggere commenti qui o sul messenger, ricevere telefonate, o cmq parlare direttamente con amici, e sentirmi dire molto spesso la stessa cosa.. "Ma quando cavolo aggiorni il blog che non lo fai + da una vita?!"
Che strano... E dire che scrivere soltanto 2 volte al mese o anche meno non pensavo potesse fare differenza se non in fondo x me e basta! Fra l'altro la cosa + curiosa è che mi son sentito "rimproverare" da persone che non avrei mai immaginato mi seguissero da qui, visto che le sento molto raramente e non credevo avessero + tanto interesse x la mia vita o x i miei semplicemente banali pensieri.
Ma qst è cmq bastato ed avanzato x farmi infine riflettere su 2 cose.
Chissà se x ognuna di queste persone che mi ha chiesto che fine avessi fatto (arrivando anche a preoccuparsi concretamente di me x non aver + visto novità nella mia vita!) ne esiste da qualche parte qualcuna che ogni tanto passa qui sopra anche solamente x curiosità. E che magari (x motivi di qualunque genere) non mi farà mai sapere che in fondo (sempre x motivi di qualunque genere, e cmq a me sconosciuti..) s'interessa al mio essere e a ciò che io sono nel fluire del tempo. Non so se qst "vouayerismo" possa essere positivo o meno, per chi legge e per chi scrive. Ma x adesso l'unica conclusione è accontentarsi di uno dei miei tanti e sparsi "chissà".
Il secondo pensiero riguarda il fatto che ogni tanto si ha il brutto vizio di dimenticare che tante persone ci vogliono molto bene, anche se sono in angoli sperduti della terra o magari non sentiamo mai, illudendoci pessimisticamente che di noi in fondo non frega quasi a nessuno.
E' anche vero che ogni tanto dovremmo pure ricordarci di spendere 2 parole d'affetto e 2 euro di telefonate in + x coloro a cui teniamo, cosicchè non accada questo troppo facilmente.
E poi ... anche lasciare un commentino qnd si passa da qui servirebbe sempre a ricordarmi della presenza affettiva di chi c'è stato...
Insomma, se ora sono davanti a qst tastiera non è xchè non avevo nulla di meglio da fare, ma semplicemente xchè grazie a molti di voi mi sono reso conto che le nostre parole non vanno MAI a disperdersi nel vento come tristi foglie d'autunno, ma sono sempre in qlc modo utili x chi ha il cuore d'accoglierle.
E' anche x qst che spero di non lasciarvi e lasciarmi + troppo tempo senza le mie scontatissime elucubrazioni mentali semi-post-adolescenziali.
PS: tanto x salutarvi anche con qlcs di intelligente ho aggiunto in alto fra i vari articoli 3 nuovi link.
Uno è di una curiosa ma sfiziosa ricerca sui baci (purtroppo non quelli di cioccolata!), così magari potrete sapere meglio chi avete baciato davvero finora...
L'altro è la pagina diretta dove trovate TUTTI i servizi delle ultime puntate de "Le iene", l'unico programma che come molti sanno io seguo sulla tv pubblica. Vi assicuro che così, finalmente senza la pubblicità e suddivise singolarmente, sono una miniera d'informazioni ufficiose ma concretissime per conoscere nei dettagli il brutto ed il bello della società di oggi. Se qlcn volesse sapere quali sono i servizi + interessanti ed essere consigliato da me (vista la quantità di quelli presenti), basta chiedere e io vi dirò la mia.
E l'ultimo, giammai in ordine d'importanza, è il link ad un blog sempre ben curato e molto aggiornato, riguardante varie riflessioni sul modo attuale -ma quasi mai attualizzato- che ha la gente di affrontare il delicatissimo tema della libertà sessuale. Detto così sembra difficile, ma lì i pensieri x fortuna sono molto + chiari dei miei. Occhio a non cadere nella provocatoria trappola scandalistica delle immagini, credetemi che saranno i concetti ad avere la meglio.
Detto questo, sono davvero contento di aver dedicato almeno oggi un po' del mio tempo a chi mi ha fatto capire che (A VOLTE NONOSTANTE TUTTO) se lo merita.
Xciò ora vi lascio e vi abbraccio con un...
Alla prossima,
vostro -piacevolmente sorpreso- Gabriele.
September 15 Si ricomincia!Dopo quasi 2 mesi senza nessuna mia pubblicazione come già preventivato nel post precedente, eccomi di nuovo sulle pagine di questo inesistente, quanto sempre + amato diario.
Anche qst'estate, come tutte le cose belle, è volata.
Molte cose che conosco sono rimaste invariate ed identiche a prima, ma tante che semplicemente adesso ignoro saranno sicuramente cambiate. Così come in tutti i tratti, anche brevi, della nostra vita.
Quello che posso dire è che sono stato bene, e ad ogni modo cmq il + possibile vicino a molte delle persone a cui sono legato ma che l'esistenza presente mi condanna maledettamnte a relegare a figure temporanee delle mie attenzioni concrete.
Un po' di mare, molto relax, e tantissimi chilometri ogni giorno x non perdermi mai niente e nessuno. In queste poche parole si potrebbero riassumere i 40 giorni in cui sono stato lontano da Roma x scorrazzare liberamente nella mia Puglia. Sembrerà riduttivo, ma chi mi conosce sa bene quante emozioni possa racchiudere a volte una sola espressione riguardo le mie vicende quotidiane.
Intanto, mentre scrivo, tanto x ricordarmi che l'autunno è ormai alle porte qui diluvia di brutto.
Per questo, malinconicamente, non posso che rimandarvi alla prossima volta. Adesso devo assolutamente andare alla finestra a godermi questa pioggia che tutto cancella. Tranne i ricordi.
Ps: nell'album fotografico "Estate 2006" appena messo online vi lascio giusto solo qlc immagine di riferimento come da titolo. Niente di che, ma cose diverse di momenti diversi.
In questa qui sotto invece, il me fisico nonchè fisiognomico attuale.
A presto,
Gabriele.
July 30 Home sweet home.Dopo aver avuto nelle ultime settimane solo il tempo x aggiungere giusto qlc foto fra le mie amicizie, è arrivato il tempo di partire x la mia tanto amata Puglia.
Ancora un paio d'ore e poi finalmente... lu sule, lu mare, lu ientu!
Il sito rimarrà xciò anch'esso in vacanza almeno fino a settembre, qnd rientrerò e di sicuro avrò tante cose da raccontarvi e magari da farvi vedere.
Sappiate che mi mancherete sopra ogni cosa, mi mancherà la lettura il + delle volte silenziosa di voi che seguendomi qui sul sito mi siete vicini anche da molto lontano.
A presto. Buone vacanze e buon agosto anche a voi. Pensate alla vita, pensate a star bene, e siate sempre contenti, anche nelle preoccupazioni quotidiane, che lasciano SEMPRE il tempo che trovano.
E, se potete, fatevi sentire in qlc modo. Così mi mancherete meno.
1 saluto (finalmente) estivo,
Gabriele.
July 12 L'italia s'è desta!X tutti quelli che non ci credevano. X tutti quelli che pensavano che il calcio italiano meritasse di sprofondare nella merda solo x colpa di + di qualche personaggio al di sopra di ogni legalità. X tutti quelli che credono solo in ciò che è scontato e facile da pensare.
Dedico la vittoria della nostra Nazionale, di una delle squadre migliori dal punto di vista del carattere che abbia visto nei miei ultimi anni di vita calcistica, a poche persone. Quelle persone che meritavano di vedere ciò che nessuno (nemmeno loro) si aspettava.
A mio padre, a cui avevo strappato la promessa di una finale ed una festa immensa da vedere dal vivo qui a Roma con me, se mai ci fosse stata. Nonostante non mi abbia mai creduto. Ma che quando ha potuto vedere con i suoi occhi finalmente ha capito con chi ha a che fare.
A Rossana ed Emanuela. Che forse ci credevano. E magari x questo non ci hanno ancora capito molto.
A tutto il gruppo di via Tiburtina. Che ci sperava. E x questo in fondo è stato accontentato.
A tutti quelli insomma, con cui ho visto e vissuto le partite di una squadra che ricorderemo a lungo. Sicuramente + di quanto voi che state leggendo ricorderete me.
Io non ho fatto granchè. Io non sono nessuno. Ma io, a parte le leggende, credo. E quando uno crede i miracoli accadono. Chi mi è stato affianco anche x poco sa a cosa mi riferisco in generale, e la coppa del mondo è stata solo una piccola perla donata alle poche persone che nell'ultimo mese mi sono state vicine con l'anima e con il corpo, anche ma non solo, durante queste partite.
Siete liberi di essere scettici su tutto ciò che vi accade intorno e non vi sapete spiegare se non con l'inutile parola chiamata "caso". Ma quello che importa è che adesso siamo anche tutti liberi di festeggiare l'essere arrivati felicemente ad una meta che è solo fonte di gioia x milioni di persone. Oltre che noi.. che vi giuro.. ce lo meritavamo proprio.
Un patriota migliore di me scriveva "..che schiava di Roma Iddio la creò..". Così fu.
A voi, se preferite, lascio però la solita, inutile, parola.
Nel relativo album fotografico gli scatti di questi miei splendidi, ormai già, ricordi.
Italiano e fiero come voi,
Gabriele.
July 08 Solo 90 anni dopo."Mi sento come un seme nel cuore dell'inverno, consapevole dell'approssimarsi della primavera. Il germoglio spezzerà il baccello, e la vita ancora addormentata in me dovrà emergere in superficie, quando sarà chiamata.
Il silenzio è doloroso. Ma è nel silenzio che le cose prendono forma, e ci sono momenti nelle nostre vite in cui l'unica cosa che dobbiamo fare è attendere. In ciascuno di noi, nel più profondo del nostro essere, c'è una forza che vede e sente quello che non possiamo ancora percepire. Tutto ciò che siamo oggi è nato dal silenzio di ieri.
Noi abbiamo molte più capacità di quante immaginiamo. Ci sono momenti in cui l'unica maniera di imparare è non prendere nessuna iniziativa, non fare niente. Perchè, anche negli attimi di totale inazione, questa nostra parte segreta sta lavorando e apprendendo.
Quando la conoscenza occulta nell'anima si manifesta, siamo sorpresi di noi stessi, e i nostri pensieri invernali si trasformano in fiori che intonano canti mai sognati prima.
La vita ci darà sempre di più di quanto riteniamo di meritare."
Kahlil Gibran,
1 marzo 1916
Gabriele,
8 luglio 2006
June 29 Ciò che sono è solo chi ho incontrato. E oggi mi manca.Credo al destino. Non credo al superuomo. X me l'unica cosa che conta è esserci, rendersene conto, e dunque essere ottimisti. Positivi, sempre e cmq. Xchè a nostra insaputa l'universo balordo gioca sempre a nostro favore. Anche qnd noi non abbiamo la visione così chiara da poterlo capire.
In tutto il fluire delle nostre esistenze a volte sfioriamo, a volte tocchiamo, a volte respiriamo, esperienze di vita altrui. Ma quante di qst volte siamo noi a decidere l'intensità del nostro essere in "altri"? O anche il solo fatto di esserlo, chi lo decide realmente? Non è mia idea che si possa contare davvero qlcs in questo tipo di coincidenze, che sicuramente + di altre segnano il corso futuro della nostra vita. Mai nel crearle. E di certo nemmeno nel distruggerle.
Contrariamente da qnt sostenuto da tanti pensatori e filosofi dell'ottimismo, io credo nel destino anche qnd si parla di distruzione degli elementi, e non solo di creazione.
X qnt mi riguarda ho attraversato (molte volte x lunghi periodi, altre x tempi + brevi -ma non x qst meno intensi- ) cammini in comune con centinaia di persone finora. Diverse erano le razze, diverse le religioni così come i loro sessi. Eppure, così come non dipendeva in realtà da me l'averle volute incontrare, così non dipendeva da me il distaccamento emotivo e fisico dalle loro coscienze nel continuare il mio personale percorso.
O meglio, nonostante l'illusione razionale ed indistruttibile di contare qlcs, quello che poi alla fine ha mosso davvero le corde so che non sono stato io, e solo una lunga riflessione -unita allo scorrere del tempo- su ogni avvenimento che porta al terminare delle cose mi ha fatto consapevole di dover accettare la rottura dell'intreccio umano così come di buon grado ne avevo accettato l'inizio.
Eppure ne ho provate tante. Infiniti modi x conoscere gente che mi sarebbe piaciuto fosse entrata nella mia vita. Infiniti modi x non staccarmi da persone che tanto mi avevano dato e a cui tanto avevo donato di me. Ma niente! Sempre qualche maledetta coincidenza + forte di me e del mio volere la doveva aver vinta. Con mio estremo stupore ed orgogliosa rabbia qualunque cosa facessi, ogni mio sforzo, non era che vano in confronto a un muro invisibile che sembrava lavorasse intensamente a sfavore di ciò che io volevo e che riusciva a decidere al mio posto.
Ma certe cose le capisci con l'età. O con le esperienze accumulate pian piano. Anche se di solito le due cose coincidono, non è detto che avvengano sempre insieme. Non saprei ben dire qual è il mio caso. Ma una mia idea come si vede me la sono fatta. E come tutte le buone idee probabilemente passerà e si trasformerà nuovamente + in là negli anni.
Ma x ora qst è ciò che penso nell'animo.
So con dispiacere che qst non sono altro che parole confuse, ma il reale ed originale mio intento voleva essere semplicemente un saluto.
Un saluto, una lacrima, un grazie ed un abbraccio grande come tutto l'amore del mondo messo insieme in due braccia. X tutte quelle persone che ora io sono, ma adesso, in qualche modo, non sono + affianco a me. Ai miei amici perduti, ai tanti che hanno abitato con me, ai miei compagni di tante missioni, al mio amore finito, ai miei professori e maestri in genere che hanno dato il loro meglio, ai miei genitori che hanno dato gratis, a tutte le ragazze che ho avuto fra le mie braccia anche solo x un attimo, a quelli che ora vivono solo nelle vite altrui e non + nella loro, xchè il destino è anche questo. A tutti coloro che oggi sono io, grazie alla loro esistenza, e grazie alla loro importantissima presenza. Che non ho preteso io, così come non ne ho preteso il distacco. Io ho fatto semplicemente del mio meglio prima, durante e dopo. Ma io sono io, e sono solo un pezzo piccolissimo della ragnatela che è l'immenso intreccio del mondo, questa società. Oltre non si può andare. E' un gioco troppo grande x noi.
Mi mancate, tutti. Soprattutto voi che non state leggendo. Ma siete dentro di me. Xchè mia non è la mia risata, mie non sono le mie parole, miei non sono i miei gesti, così come non mie le gesta. Vi abbraccerei tutti uno x uno, xchè altro non saprei fare. E + di questo non saprei dire. Ma la mia promessa vi valga da ringraziamento x ciò che siete stati, nel bene come nel male.
Io non sarò sprecato, e le vostre vite vivranno infinitamente in me, oltre il mio ultimo respiro e non solo. Porterò alta la mia bandiera ricordando a tutti che nulla è mio dalla nascita, ma siete voi con me. Siete me!
E farò in modo che un giorno ci riincontreremo. Non so qnd, ma so che ci sarà, e qst mi basta x rimandarvi ad allora, qnd potremo di nuovo guardarci negli occhi e capire che senza di voi non sarei stato davvero l'io che sono adesso. Nel bene come nel male.
Mi mancate, vi ricordo con immensa gioia e stronzissima malinconia tutti, ovunque voi siate e qualunque posto abbiate occupato nella mia vita. Ma soprattutto, qualunque cosa oggi pensiate di me, al di là di ogni furbo destino che ci ha separati.
Qst mio piccolo arco di tempo è x voi. Il resto sono solo parole confuse. Come il presente di ognuno di noi, ridicola illusione che il passato è passato.
Vostro mai troppo fiero Gabriele.
June 07 Nonsense.June 05 Ricordando molti anni fa di questi tempi.Pubblico (dopo aver in parte rimodellato) qst bellissima riflessione giratami dal mio grande amico Peppe Birtolo (che ringrazio), anche lui come me partecipe di tutte quelle cose che solo chi ha più o meno la nostra età potrà capire davvero continuando a leggere qui sotto.
E' molto lunga, lo so... ma se comincerete so anche che andrete di certo fino in fondo...
Lo scopo di queste nostre parole é quello di rendere giustizia a una generazione, quella di noi nati fra la fine degli anni '70 e l'inizio degli '80 (anno più, anno meno), quelli che vedono la casa acquistata allora dai nostri genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto, e che pagheranno la propria fino ai 50 anni.
Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla luna, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il referendum per l'aborto e la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Italia '90.
Per non aver vissuto direttamente il '68 ci dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti.
Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto, e nessuno glielo dice.
Siamo l'ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a saltare la corda, a giocare a un-due-tre-stella, e allo stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a colori.
Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni.
Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stati gli ultimi a fare la vera Maturità.
Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti piacquero allora, vai a rivederli adesso, vedrai che delusione). Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorati di Georgie, abbiamo riso con Spank, cantato con Cristina D'Avena e imparato la mitologia greca con Pollon.
Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga.
Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e quelli per cui non gli costa niente licenziarci.
Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico.
Abbiamo imparato che cos'è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl; quelli della nostra generazione l'hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq, ecc.); abbiamo gridato NO NATO, fuori le basi dall'Italia, senza sapere molto bene cosa significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre.
Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque altro, abbiamo giocato a Pac-Man, impazzivamo per il Commodore 64 o al massimo per l'Amstrad cpc 464, odiamo Bill Gates e credevamo che internet sarebbe stato un mondo totalmente libero.
Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in. Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud Spencer e Terence Hill. Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik Kamen, e gli ultimi a usare dei gettoni del telefono. Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell'Arca Perduta.
Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba Bubba erano male; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di zucchero come resto.
Siamo la generazione di Crystal Ball ("con Crystal Ball ci puoi giocare."),
delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego, dei Puffi, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara, l'Incredibile Hulk, Yattaman, He-Man, Lamù, Kiss Me Licia, i Barbapapà, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di Barbie di cartone ma con l'ascensore.
La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno insieme.
La generazione che non ricorda l'Italia Mondiale '82, e che ci viene un riso smorzato quando ci vogliono dare a bere che l'Italia di quest'anno è la favorita.
L'ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il portapacchi della macchina all'inverosimile per andare in vacanza 15 giorni.
L'ultima generazione degli spinelli.
Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi: viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe turista.
Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino. Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti.
Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale.
Non c'erano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!!
Mangiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite uno era grasso e fine.
Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato.
Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le nostre madri sistemavamo lavandoci la testa con l'aceto.
Non avevamo 99 canali televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto; bevevamo l'acqua direttamente dalle fontane dei parchi, acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani! E le ragazze si intortavano inseguendole per toccar loro il sedere e giocando al gioco della bottiglia o a quello della verità, non in una chat dicendo :) :D :P
Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e abbiamo imparato a crescere con tutto ciò.
Anche riflettendo.. di nuovo vostro,
Gabriele
May 22 Ricordando l'anno scorso di questi tempi.Ho finalmente inserito nell'album alcune delle foto + belle fatte da me in Scozia, e risalenti alla mia brevissima visita lì nel maggio del 2005, quindi proprio un anno fa!
Sembra passata già una vita, eppure la bellezza di Edinburgo non la scorderò mai...
Spero che vi piacciano e che ne valga la pena di condividerle con voi.
Qui come sempre,
Gabriele.
May 16 Aggiunta nuova musica!X chi volesse ascoltare ciò che in giro difficilmente si sente, metto in condivisione uno stupendo album di un artista di soli 22 anni di nome Peter Cincotti.
Spero vi piacerà. Xchè in fondo è anche un modo x conoscere me...
Potete prenderlo in alto a destra nella home page fra gli articoli , mentre qui sotto vi lascio le istruzioni x il download, e vi ricordo che il link è valido x circa un mese da ora, quindi.. muovetemi e datemi retta, xchè ne vale davvero la pena!
L'unica cosa che dovete fare è (1) cliccare sull'articolo, poi (2) una volta apparsa la nuova pagina tenete d'occhio in alto dove appare la scritta "Attendere 40 secondi". (3) Finito il countdown chiudete lo sponsor che appare cliccando sulla X arancione affianco a destra della scritta "megaupload links". (4) Dopodichè basta selezionare la scritta "clicca qui x scaricare" e (5) accettare la finestra del trasferimento (salva), naturalmente ignorando senza problemi la pubblicità che esce. In realtà fidatevi che è + difficile da spiegare a parole che a fare praticamente!
Anche nella musica,
come ogni volta vostro,
Gabriele
May 05 Ritorno dal mondo reale (e con me le foto!).Ci sono persone che affidano la loro vita al termine "dopo". E hanno un tempo x tutto. A volte riescono, a volte no.
Ci sono poi altre persone, costrette dal passato a rinunciare bruscamente ad immaginare il loro destino futuro, ed a ragionare con lo spazio temporale legato inesorabilmente alle 24 ore successive al proprio pensare. A volte riescono, a volte no.
Entrambi questi tipi di persone non capiscono, ed a volte non condividono, l'altro. Ma entrambi hanno ragione. O forse magari anche torto. Chissà...
Sta di fatto che Dio (o chi ne fa le veci) ha voluto x me che il domani fosse inteso come l'imminenza travolgente degli eventi, cancellando dalla mia vita tutto ciò che può essere stabilità e raziocinio. Tantopiù il calcolo dei propri giorni. Ma mai, in fondo, uno spietato ottimismo: l'arma + forte contro la resa.
Ma questa è un altra storia. E cmq chi mi conosce lo sa già. Anche se magari non mi capisce. O, a tratti arrogantemente, non condivide.
Io cmq, continuo a vivere. E spesso lo faccio proprio attraverso i viaggi.
Metafora della vita, adoro andare, quando il vento me lo chiede, ovunque la natura abbia messo in piedi qlcs che ci ricordi qnt valga sempre la pena di cercarla.
Xciò anche stavolta sono partito. Dire di no, x chi non ha qlcs al di là del suo domani, non è possibile.
Io, 2 mie amiche, un cellulare ipertecnologico, ed un'auto piccola ma pronta a tutto. Come noi. Destinazione Spagna, mete incerte, ritorno pure.
Ci siamo mossi da Roma il 22 aprile, mattina, x tornarci l'1 maggio, di sera. 2 ponti lavorativi in uno insomma.
Raccontare tutto sarebbe un'impresa impossibile naturalmente x questa tastiera. E' x qst che porto a voi solo i posti da noi visitati e le foto + belle di quelle scattate. Alla fine sono state 300 (in 10 giorni x 10 città diverse), qui metto soltanto alcune delle migliori, sperando a qlcn magari piacciano.
Si trovano nell'album qui sopra, selezionando la voce "Camminata fra Francia e Spagna" (qualora non vi siano già).
Questi i paesi da noi scarpinati di brutto:
ANDATA: Aix en Provence - Arles (FRA), Andorra La Vella (PRINCIPATO D'ANDORRA, in mezzo ai Pirenei!!), Saragozza - Madrid - Salamanca (SPA);
RITORNO: Toledo - Barcellona (SPA), Montecarlo - Menton (FRA).
Totale, quasi 5000 km di viaggio, fra curve tanto da paura quanto stupende e rettilinei con panorama indefinibile a parole. Sole e sempre sole, mai una nuvola! Non potevamo chiedere + di ciò che ci è stato donato, davvero.
Un grazie di cuore è xciò, a qst punto (d'arrivo), doveroso ad alcuni.
Milena e Sara, compagne decisamente sopportabili di un tratto di vita inaspettato come sempre ed indimenticabile come pochi.
Alla sexy signorina del mio Tom Tom, utile e presente qnt dovrebbe essere davvero una donna nella vita di un uomo x guidarlo nelle incertezze.. :))
A mio padre, che ovunque vada c'è sempre anche se non è affianco a me. E che sta permettendo alla mia vita di andare avanti qualunque sia la sua direzione. Purchè in fondo vada. Persona come poche, al di là di ciò che ci lega. Ispirazione inconsapevole ma potentissima x il mio animo e x le mie semplici gesta.
A Dio. O chi ne fa le veci. Xchè con me può permettersi di scherzare come e quanto vuole, ma tanto so che in effetti fa sul serio. Un po' come me con quelli a cui voglio davvero bene.
Infine un grazie anche a chi in qst momento sta leggendo le mie parole e vedendo le foto del mio breve passaggio in qst fin troppo immenso e meraviglioso mondo. Segno che, nel bene o nel male, a me in qlc modo cmq ci tiene. Chiunque tu sia.. sappi che mi manchi a non essere qui ad abbracciarmi, ora, adesso. E forte, come dovresti.
Lontano o no, qui oggi e domani chissà,
vostro cmq x l'infinito,
Gabriele.
April 02 Godforsaken.Se non si cammina nell'inferno non si arriverà mai al paradiso.
Io spero di non bruciare prima.
Gabriele. March 30 X chi sa bene di conoscermi...Letto da qlc parte, scritto ovunque, mio da sempre...
"I comici sono spiriti liberi.
Essere comico non significa fare il deficiente.
Il cervello vispo distingue fra "comico" e "ridicolo".
La grandezza del cuore del comico è seconda solo a quella del suo fegato.
Orari sballati, vita disordinata... il comico vive di notte, respira vita continuamente, si nutre di emozioni e di schifezze da fast-food, si abbevera alla fonte del sorriso e alle spine dei pub, si rinfranca con l'applauso e con una grappa.
In un mondo così strano è necessario impegnarsi a ridere. Altrimenti si soccombe.
Di fronte alla difficoltà della vita, davanti alle incazzature che essa determina, o diventi violento o ridi.
Ridere, sempre, dovunque, comunque: ogni lasciata è persa.
Il comico non sopporta la stupidità del mondo, ma nutre nel contempo un grande rispetto per le cose positive (non c'è solo fango!). S'incazza e reagisce.
E' un angelo ribelle che vola in alto per sputare sul mondo che l'ha generato.
Ridere degli stupidi, ridere dello stupido che è dentro di noi, ridere di tutto e di tutti, senza pietà, senza mezze misure.
Però bisogna farlo con stile, elegantemente, quasi con rispetto.
Il comico, il vero comico, mantiene sempre la sua purezza, non è spinto da cattiveria, ma dall'istinto di sopravvivenza.
Gli angeli sono ribelli, ma restano angeli.
La loro forza è sovrumana e il loro candore irriverente li spinge ad additare gli scempi al pubblico ludibrio.
Il vero comico riuscirebbe a far ridere Dio con una bestemmia... è solo questione di tempi comici, e Dio, che è padrone del tempo, queste cose le sa.
Ma d'altronde lui sa tutto..."
Ridendo seriamente, sempre + vostro,
Gabriele.
X chi si illude di conoscermi... Appena aggiunto fra i soliti articoli un breve ma "intenso" filmato (da scaricare) su un inedito Gabriele.
Non vi anticipo nulla, vi basti solo leggere prima il file .doc allegato al video (mi raccomando!!).
Sono circa 10 mbyte, quindi alla portata anche di una qualunque linea 56k. Le semplici istruzioni x il download (valido x solo un mese circa dalla data di oggi)sono le stesse che trovate descritte qui in basso nel post precedente (la scritta in piccolo!).
Anche nel peggio,
vostro Gabriele.
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